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Broken Sword Pro- SuzumiyaXIII by ~ZackxCloud:iconZackxCloud:



Memories


Delicati petali di ciliegio profumavano l'aria fredda di inizio primavera.  I fiori di campo incominciavano a sbocciare, aprire le loro corolle di varie sfumature differenti, salutando il timido sole sche scaldava il terreno. Piccole foglie smeraldine nascevano sui rami ancora secchi, la cui linfa aveva appena iniziato a scorrere nel massiccio o esile tronco di varie tinte marroncine. Il mondo fioriva, nasceva con nuovi giovani colori, eppure il sangue che gli aveva macchiato il viso non reincominciò a scorrergli nelle vene, i suoi occhi cilestrini non fissavano più allegri il mondo che si evolveva sotto il suo tocco, il suo sorriso non risplendeva della sua determinazione.  Lui era morto, non sarebbe rinato come i fiori vermigli che spuntavano dal terreno fangoso, accanto alle orme ancora fresche di chi soffriva per la venuta della primavera. E le orme continuavano, allontanandosi da quel posto tanto odiato con una lentezza che si domandava se tutto ciò era realmente accaduto.
E mentre la vita lo circondava, lui la disprezzava sempre di più, nascondendosi il volto, volendo che la vita non lo vedesse, che se ne andasse da lui, che lo lasciasse in mezzo a quel fango, senza più minuti di sofferenza. Voleva raggiungerlo, voleva rivedere il suo volto, il suo sorriso che gli mostrava ogni volta che lo vedeva, i suoi occhi che mostravano la sua determinazione, tanto limpidi da porterci specchiare. Voleva sentire ancora una volta la sua voce che vibrava nell'aria quando si rivolgeva a lui, quando pronucniava il suo nome con sorpresa. Voleva affondare le dita nei suoi capelli corvini ed accarezzare la sua morbida cute, sfiorargli gli zigomi tesi dalla determinazione.
Voleva tutto questo ancora una volta.
Si lasciò inciampare nel fango, raggomitolandosi al suolo ghiacciato a causa dei poveri raggi di sole, in preda ai ricordi. Quei ricordi che aveva gli avevano accoltellato il cuore dalla tanta acidità con cui si presentavano di botto nella sua mente. Li aveva allontanati rinchiudendosi in una fitta nebbia, allontanando anche tutto il resto.  Ogni cosa che guardava gli ricordava. Ogni cosa che immaginava gli ricordava. Ogni cosa che sognava gli ricordava. Ogni cosa gli ricordava lui.
Nemmeno estraeniandosi da tutto il resto riusciva a non permettere che il dolore gli attanagliasse le viscere, facendolo stare male. Si premette le tempie, volendo fuggire da quelle memorie, da tutto quello che lo circondava.
Ma il suo ricordo, così piacevole e doloroso gli affiorò in mente, impossibile da placare. Non riusciva a reprimere la figura del suo volto, i suoi lineamenti, i suoi obbiettivi che gli si riflettevano nelle nere pupille. Si lasciò abbandonare, rilassando muscoli e tendini, alle memorie che aveva di lui, ormai troppo vecchie e lontane per sfuggirle. Quando un petalo di ciliegio gli sfiorò la guancia destra con la sua delicata morbidezza, lui lo ricordò come una sua carezza. Quella sensazione gli fece affiorare un timido sorriso sulle labbra increspate, lo stesso che gli avrebbe rivolto se fosse stato lì.  Fu come un segnale, e i ricordi sgusciarono nella sua mente, nitidi e illesi nonostante il tempo che furono stati repressi, facendogli ricordare quei momenti che non avrebbe mai voluto dimenticare, anche se ci provava e riprovava, invano. La sua spada in pugno faceva riaffiorare troppi ricordi.
©2008 ~ZackxCloud
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